Le ragioni dei no alla fusione di Spilamberto

attt duePubblichiamo le conclusioni di Antonio Ferrara dell’incontro del 14 gennaio, tenuto al Famigli, promosso da 28 cittadini di Spilamberto, contrari alla fusione del loro comune. Donne ed uomini con storie umane, professionali e politiche distanti, che hanno messo da parte le loro diversità per valorizzare ciò che li unisce, il senso civico di appartenenza ad una comunità.

Unire è molto più faticoso e bello che dividere e quando questo avviene, molto si può fare. Questi cittadini sono riusciti a riempire  una sala impegnativa quale il Famigli, da soli, senza apparati e sfidando anche  la macchina del fango e della maldicenza di alcuni fusionisti. Il clima della serata era attento e le relazioni documentate. Le conclusioni, tenute a nome del gruppo dei 28, rappresentano bene il loro spirito  ed anche la dimensione civica e comunitaria nel quale si colloca.  Buona lettura  CS

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 Buonasera, buonasera a tutti.

È veramente una buona sera questa in cui noi cittadini siamo stati informati e abbiamo potuto parlare su un tema così importante come il futuro del nostro paese.

Siamo stati informati da una pluralità di voci, da un insieme di persone che hanno storie diverse, a volte anche distanti. Un’Assemblea Pubblica non è certamente un evento scontato, soprattutto di questi tempi. Purtroppo la politica locale ci ha abituato a prendere decisioni, anche importanti, senza convocare e ascoltare i cittadini. Ricordiamo la vicenda dell’Archivio Storico.Non so quanti di voi, prima di questa sera, conoscessero il rischio che stiamo correndo, il progetto che bolle in pentola: lo studio per la fusione dei Comuni, “in vista” della fusione. Come abbiamo sentito, il rischio che la fusione diventi realtà è concreto, reale, non è una paura o uno spettro.

E’ certamente una scelta incomprensibile, incredibile: i problemi delle periferie sono all’ordine del giorno e Spilamberto, che ha la fortuna di essere un piccolo centro, progetta di trasformarsi proprio in una periferia!

Abbiamo ascoltato che la fusione dei Comuni non porta a una diminuzione delle tasse, ma allontana sicuramente i servizi. Allora a chi giova questa operazione?

Ai semplici cittadini, alle fasce più deboli, alle associazioni, al volontariato di Spilamberto, che saranno rappresentati come una minoranza? O piuttosto ai nuovi dirigenti e alle nuove consulenze che il nuovo mega comune inevitabilmente avrà?

Ma il rischio che si corre è grave anche per un altro motivo. Il Comune rappresenta la dignità istituzionale di una comunità. Questa istituzione non ci è stata regalata, né ci è stata concessa da qualcuno, non è nata per caso. È stata conquistata in una storia secolare di battaglie per le libertà civiche.

Lo sappiamo bene nelle nostre famiglie: è stata difesa anche dai nostri nonni. E la medaglia al gonfalone del Comune, che è qui questa sera, ce lo testimonia ancor oggi.

Allora nessun Amministratore può permettersi di privare il nostro futuro di questa dignità che il passato ci ha consegnato, o di snaturarla trasformando il Comune in un Ufficio Relazioni con il Pubblico.

Nessun Amministratore può permettersi questo, ma noi dobbiamo vigilare perché questo non accada. Perché siamo noi, questa generazione, qui, oggi. E allora possiamo avere due atteggiamenti.

Possiamo girarci dall’altra parte, fare finta che nulla stia accadendo, dire che si tratta solo di una polemica politica.

Oppure, possiamo renderci conto di quello che già ci è stato sottratto (l’Archivio conservato nel nostro paese per 600 anni, i Vigili portati a Vignola) e ricordarci che è un patrimonio non dei politici di turno, ma nostro.

Ciascuno di noi può fare la sua parte per dire no alla fusione. Concretamente, la cosa più importante è firmare la Petizione e anche aiutare il Comitato promotore a raccogliere le firme.

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Sia chi vuole firmare sia chi vuole ricevere i moduli per raccogliere le firme può fermarsi alla fine della serata oppure potrà trovare il banchetto del Comitato in Piazza nei prossimi mercoledi e domeniche a partire dall’ultima settimana di Gennaio.

Qualcuno ci dice che siamo già una frazione, che tutto è inutile. Qualcuno ha interesse che crediamo questo. Io penso invece che non sia tutto inutile se vorremo dire la nostra.

Le firme che diamo in queste settimane saranno determinanti per salvare il nostro Comune. Le faremo valere in tutte le sedi, fino alla Corte Costituzionale. Ogni firma che raccogliamo è preziosa!

Grazie allora a Voi tutti che avete partecipato. Grazie a chi è intervenuto dai Comuni vicini arricchendo il nostro punto di vista con la sua esperienza.

Un grazie personale ai colleghi del gruppo promotore della Petizione. Io non appartengo a un partito ma, come tanti di voi, sento di appartenere profondamente al nostro paese. E allora viva Spilamberto! Lunga vita a Spilamberto!

 

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