Banca del babbo, risparmiatori derubati e la Boschi visti da Spilamberto, ovvero due pesi e tre misure a seconda convenienza

 

boschi 4Caso Cancellieri: così Matteo ( Renzi):

Il ministro lasci anche senza avviso di garanzia. E’ un problema politico, non giudiziario. E’ stata minata l’autorevolezza istituzionale”. Sono le parole di Renzi, dal Corriere del 20 novembre 2013. Si parlava del ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri, e del caso che la vide coinvolta  per alcune sue telefonate con la compagna di Ligresti, Gabriella Fragni, a proposito della scarcerazione della figlia Giulia Maria per ragioni di salute. Nella vicenda fu tirato in ballo anche il figlio del ministro direttore generale di Fonsai, dunque stipendiato dal gruppo Ligresti. Diceva in quei giorni l’attuale premier: “O il presidente del Consiglio dice ‘io ci metto la faccia’, si prende la responsabilità sulla vicenda, io fossi in lui non lo farei, oppure il Pd deve votare”. Ancora Renzi: “Se cambia il ministro il governo Letta è più forte, non più debole. Perché con questo ministro, qualsiasi intervento sulle carceri, qualsiasi posizione sulla riforma della Giustizia sconterà un giudizio diffidente di larga parte degli italiani”. Basta sostituire la parola “carceri” con “banche” e il ragionamento renziano diventa di strettissima attualità anche per Maria Elena.

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Caso Cancellieri: così Maria Elena ( Boschi)

Maria Elena  ospite di Ballarò, il 16 novembre 2013, disse a proposito del caso Cancellieri: “Questa vicenda mi lascia un senso di tristezza addosso. Il problema non sono le dimissioni di Cancellieri, il problema è che è in gioco la fiducia verso le istituzioni. Io al suo posto mi sarei dimessa, c’è un punto grave in questa vicenda, che non è la scarcerazione di una persona malata. Il punto grave è che ancora una volta si è data l’immagine di un Paese in cui sono delle corsie preferenziali per gli amici degli amici. Oggi abbiamo perso un’altra occasione di fronte ai cittadini”. Negli stessi giorni, Vincenzo De Luca era viceministro delle Infrastrutture ed indagato per la vicenda Crescent. Renzi e i suoi, anche nei giorni della campagna per le dimissioni di Cancellieri, tennero un atteggiamento molto diverso nei confronti dell’allora sindaco di Salerno, che aveva garantito il suo sostegno alle primarie di due settimane dopo. Diceva la Boschi al Corriere del 24 novembre: “Sulla Cancellieri, come a me pare evidente, non c’è un problema giudiziario ma politico…ci chiediamo se sia il caso che resti lì, in quel ruolo, dopo tutto quanto è accaduto con la vicenda Ligresti…per De Luca, come sostiene Matteo, occorre essere garantisti”. 

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Caso Boschi: così Saviano su Post.it …

Molti si sono preoccupati di dare ampia pubblicità agli impegni del Ministro Boschi nella giornata in cui il Consiglio dei Ministri ha varato il decreto che ha salvato dal fallimento anche la Banca della quale il padre è vicepresidente. Molti hanno sentito la necessità di dare ampio spazio all’alibi del Ministro che, salvata la forma, ritiene di aver risolto la questione sul piano politico. Ma non è così.

Perché la Banca sia fallita – dopo essere stata oggetto nei mesi scorsi di sospette speculazioni – è compito degli organi competenti accertarlo (…). Ma il conflitto di interessi del Ministro Boschi è un problema politico enorme, dal quale un esponente di primissimo piano del governo del cambiamento non può sfuggire. In epoca passata abbiamo assistito a crociate sui media per molto meno, contro esponenti di terza fila del sottobosco politico di centrodestra: oggi invece pare che di certe cose non si debba o addirittura non si possa parlare. È probabile che il Ministro Boschi non risponda come se il silenzio fosse la soluzione del problema. Ma questo è un comportamento autoritario di chi si sente sicuro nel proprio ruolo poiché (per ora) le alternative non lo impensieriscono. (…)

Proviamo a immaginare per un attimo che la tragedia che ha colpito Luigino D’Angelo, il pensionato che si è suicidato dopo aver perso tutti i risparmi depositati alla Banca Etruria, fosse accaduta sotto il governo Berlusconi. Tutto questo avrebbe avuto un effetto deflagrante. Quelli che ora gridano allo scandalo, gli organi di stampa vicini a Berlusconi forse avrebbero taciuto, ma per tutti gli altri non ci sarebbe stato dubbio: si sarebbero invocate le dimissioni. Dunque, cosa è successo? Come siamo passati dai politici tutti marci ai politici tutti intoccabili? Cosa ci sta accadendo?

All’alba della Terza Repubblica un ministro del governo Letta, la campionessa Josefa Idem, sfiorata da una vicenda senza alcuna rilevanza penale (aveva indicato come abitazione principale ai fini della tassazione un immobile che non lo era), decise di dimettersi.  (…)

Perché era giusto sotto Berlusconi chiedere le dimissioni, urlare allo scandalo e all’indecenza ogni volta che qualcosa, a ragione, ci sembrava andare nel verso sbagliato e tracimare nell’autoritarismo? Perché sotto Berlusconi non ci si limitava a distinguere tra responsabilità giuridica e opportunità politica, ma si era giustizialisti sempre? E perché invece oggi noi stessi ieri zelanti siamo indulgenti anche dinanzi a una contraddizione cosi importante e oggettiva?  (…)

Che il ministro Boschi risponda e subito della contraddizione che ha visto il governo salvare la banca di suo padre con un’operazione veloce e ambigua. Lo chiederò fino a quando non avrò risposta.

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Caso Elena (Boschi): Saviano  via FB  di nuovo così

Se il ministro Boschi dovesse rifiutare spiegazioni, restando al suo posto nonostante il pesante coinvolgimento della sua famiglia in questa gravissima vicenda che avrà probabilmente sviluppi giudiziari (come potrebbe non averne?), vorrà dire che nulla è cambiato, la Leopolda è una riunione di vecchi arnesi affamati, resi più accettabili dalla giovane età e dall’essere venuti dopo Berlusconi, e il Pd un’accolita che difende i malversatori a scapito dei piccoli risparmiatori”.

“Il Pd mi accusa di delirare quando chiedo le dimissioni del ministro Boschi, come se fosse lesa maestà chiederle di chiarire le troppe opacità del caso Banca Etruria, dato il suo diretto coinvolgimento familiare. Alberto Statera –  i su Repubblica – descrive bene come sia maturato il buco di bilancio di Banca Etruria, che dovranno ripianare anche i tanti obbligazionisti come Luigino D’Angelo (il pensionato che si è tolto la vita) che, molto probabilmente, non erano stati informati dei rischi cui andavano incontro”.

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Commento da Spilamberto

Questa storia ci interessa ( Si parla anche di tutela del nostro risparmio), per questo molti commentano e discutono, su FB. Il vicesindaco, avvocato Francioso,  ad esempio,ha condiviso  il post del blog post.it  di Saviano  commentando laconico: “Il rispetto della legalità a giorni alterni è insopportabile … ma sembra un costume della politica!!!”.   Condividiamo. Non “condividiamo”, invece, il “ condividi” del Sindaco sulla sua pagina FB al post del blog strade online, dal titolo “ Se le banche falliscono la colpa è nostra, non dell’ Europa”  che è un po’ come dire che se uno è povero la colpa è sua! ( Vedi Foto Sotto).

Ispirato  dal post: https://www.google.com/url?q=http://www.huffingtonpost.it/andrea-carugati-/il-caso-boschi-e-cancellieri_b_8794918.html&sa=U&ved=0ahUKEwjJjpzgrd7JAhXHCw8KHZ3VBmoQFggRMAQ&client=internal-uds-cse&usg=AFQjCNF_x-0a-ouG6-amRzSsOu5uxnv-JA

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