Liquidazione dei Comuni, no alla disinformazione: non è vero che l’ultima parola spetta ai cittadini, spetta alla Regione!

bugiardelliQuelli che, ad ogni costo, vogliono la FUSIONE DEI COMUNI DELL’UNIONE TERRE CASTELLI,  per difendere la democraticità del procedimento,  sostengo alcune cose, che sono però purtroppo, sbagliate.

Dicono:

“La decisione è già oggi in mano ai cittadini, tramite il Referendum … e dunque il progetto di fusione procede solo se la maggioranza dei cittadini dei comuni interessati  lo trova convincente”.

“ State sereni , la decisione circa la fusione dei comuni (fusione a 3, a 5 o a 8 che sia) non la prenderanno gli amministratori, ma i cittadini, visto che se si vorrà procedere è previsto un referendum il cui esito è di fatto vincolante ( Sic !).”

 Questo mantra  è risuonato come uno scioglilingua nei consigli comunali in giugno (meno in questa fase), ma  risuona ancora.

I fusionisti dovrebbero però evitare di spargere informazioni giuridicamente false.  bufardi  venti

Infatti, vediamo cosa dice la legge Regionale (http://www.assemblea.emr.it/fusione-di-comuni/come-si-fa)

Recita il sito istituzionale della Regione: “Il referendum, di tipo consultivo, è indetto dal Presidente della Giunta regionale”-

è dunque una piccola bugia da politici  sostenere che l’ultima parola spetta ai cittadini,  spetta, invece, alla Regione Emilia Romagna. Il referendum non è vincolante!!!

Continua il sito: la consultazione referendaria per le fusioni è disciplinata oltre che dal Testo unico in materia di iniziativa popolare, referendum e istruttoria pubblica(L.r. 34/1999) anche dagli articoli 11 e 12 e 12 bis delle Norme in materia di riordino territoriale e di sostegno alle unioni e alle fusioni di Comuni (L.r. 24/1996).”

bugiardi sette

Vediamo per estrapolazione cosa recita la legge 24/1996 e successive modificazioni:

Il Consiglio regionale, (…) dispone obbligatoriamente il referendum consultivo sui progetti di legge per la modifica delle circoscrizioni e delle denominazioni comunali,  (…)   Votano ( Ndr): (…)tutti gli elettori dei Comuni interessati, nel caso di fusione o aggregazione di più Comuni o di modifica della denominazione; (…) (Tratto dall’art 11)

(…) il referendum è valido indipendentemente dal numero degli aventi diritto al voto che vi hanno partecipato….( tratto dall’art 12)

 Questa legge  era  già in vigore in occasione del referendum della Valsamoggia ed è andata così: in due comuni,  Bazzano e Savigno,  ha  votato la maggioranza dei cittadini che si sono espressi contro la fusione( oltre il 51% ) ma,  legge alla mano, si è considerato il voto complessivo di tutti  i comuni e non i voti del singolo comune come,  per rispetto dell’art. 5 della Costituzione si sarebbe, a nostro parere,  dovuto fare!

La Regione si è bellamente “fregata” del pronunciamento contrario  dei cittadini dei due comuni ( Bazzano e Savigno), considerando  il dato complessivo di tutti i comuni e  procedendo  alla fusione. Perché così conveniva a qualcuno!

Formuliamo un’ ipotesi semplice.  I consigli comunali di Vignola e Marano deliberano per la fusione tra di loro. Vignola ha 25 mila cittadini e Marano 5 mila. Se a Marano vanno a votare  tutti gli aventi diritto e tutti si pronunciassero contro  “l’annessione” ,  a Vignola basterà  che una esigua minoranza  vada a votare e si esprima  per la fusione  e questa  è fatta.

In queste condizioni il referendum consultivo non vincolante, così come disposto dalla legge 24/1996  è una “furbata”, degna di una casta di politici autoreferenziali, per permettere  poi alla  Regione di fare quello che vuole.

unificazione

In UTC, sulla vicenda fusione  ci sono troppe cose poco chiare. Troppo decisionismo e troppa fretta  da parte dei fusionisti, troppe mezze bugie  e piccole bugie che alimentano una legittima diffidenza.

Se il Sindaco , e giustamente, promuove incontri sulla raccolta del rusco o sulla “sicurezza”, perché non ha organizzato nessun momento pubblico per spiegare l’intenzione di azzerare Spilamberto ?

Oppure (volendo credere alla storiella per cui lo studio di fattibilità potrebbe anche chiudersi con un parere contrario alla Fusione) perché non ha chiamato i cittadini a condividere la scelta di avviarlo, questo studio,  spiegandone il motivo, visto peraltro che ha un costo e che l’esito potrebbe (ah ah) essere quello di azzerare il Comune di cui è Sindaco !?

Noi abbiamo, come cittadini, il legittimo diritto di sapere perché si vuole andare alla fusione, costi quello che costi, se i motivi dei fusionisti fossero chiari,  forse il dibattito potrebbe essere più sereno.

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