Stragi di Parigi: siamo entrati nella terza guerra mondiale,fermiamoci. Siamo ancora in tempo

strage di parigiLa mattanza di Parigi ha provocato una decisione inimmaginabile:le frontiere della Francia vengono chiuse. Un gesto di polizia, che fu  applicato solo nell’Europa delle Grandi Guerre.

Noi possiamo chiudere le nostre porte, nasconderci nelle nostre case, cercare di rimettere sotto controllo il nostro territorio per individuare e colpire chi ci attacca; ma chi ci attacca è dentro di noi, sono uomini e donne che hanno regolari passaporti dei nostri paesi perché vi sono cresciuti, o perché vi sono entrati mescolandosi con le migliaia di vittime, migranti che fuggono la violenza terrorista nei paesi d’origine.  Non hanno così nemmeno bisogno di mascherarsi. Hanno solo bisogno di ricevere o comprare un mitra, e andare in giro per le strade a stroncare la vita di chi sta prendendo un caffè. O di un po’ di esplosivo su cui farsi saltare nei posti più affollati possibili.

Non si tratta di lupi solitari, ma nemmeno di grandi organizzazioni. Sono  piccoli gruppi, leggeri nella organizzazione, determinati a uccidere il maggior numero di persone, e a morire nel percorso.

II giovani con mitra che uccidono a viso scoperto chiunque si trovino davanti sui marciapiedi di Parigi, li abbiamo già visti sulla spiagge egiziane che sparavano contro i turisti in costume, o contro i turisti del museo del Bardo a Tunisi. Semplici esplosivi imbarcati da mani anonime sul volo russo esploso sul Sinai, equivalgono gli esplosivi che hanno introdotto sul loro corpo i kamikaze dello stadio di Parigi. Gruppi piccoli, di passi veloci, già morti prima di iniziare a sparare, come quelli che attaccarono Charlie Hebdo.

È la forma più pericolosa di organizzazione che abbiamo finora incontrata. Ed è tutta quasi esclusivamente fenomeno puramente europeo: perché ha qui radici, perché qui ha studiato, e perché qui infine scarica il suo odio.

La Terza Guerra Mondiale, vogliate crederci o no, è in corso, continua ad accelerare, e l’Europa è un altro suo teatro. Il vecchio mondo, come ci chiamano, è tornato ad essere il luogo più pericoloso dell’Occidente. Aspettiamoci di tutto.

Commento disperato: c’è bisogno di una grande politica prima che questa guerra strisciante travolga tutto e tutti

strage due

Tratto e sintetizzato da Huffington Post

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