Marano: sulla fusione dei comuni in Terre di Castelli

marano due Rifondazione Comunista  ha promosso  mercoledì  4 Novembre 2015 presso il  Centro Culturale Marano  un incontro  sul tema:  “La Fusione dei Comuni dell’Unione terre di Castelli”  . Il confronto è stato  ricco e stimolante. E’ intervenuto  il  –Presidente di Spilamberto Cittadinanza Attiva, che  ritiene  inspiegabile e poco trasparente  la  fretta eccessiva impressa  verso la fusione dei Comuni.

Ha precisato che ritiene  che la decisione politica sia già impostata, sottolineando  che  quanto sostengono  i fusionisti, cioè che non è  stato deciso nulla, contrasta  col testo della delibera,  laddove parla espressamente di  ” studio di fattibilità per procedere alla fusione di uno o più comuni”. Bonezzi si chiede: “Spendereste migliaia di euro per progettare una casa che non volete costruire?” e ha quindi concluso: “Noi non siamo d’accordo e pensiamo che si debba creare  dei  coordinamenti bipartisan  per il NO; chi ama il suo paese si tolga la maglietta del partito al quale appartiene, si metta quella del suo paese e si dia da fare!”       

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Stefania Muratori  – Consigliere comunale Marano,  ha sostenuto che nulla è ancora stato deciso, che non è vero che Marano scomparirà dalla carta geografica  ( Vedi)  e che una volta messi insieme i dati, che a suo dire mancano, si deciderà; ha precisato che non deciderà Nomisma ma i consigli comunali ( Vedi due )  e che infine la parola ultima e decisiva sarà dei cittadini tramite il referendum. Rivendica un atteggiamento laico e non ideologico  nei confronti delle fusioni,

Simone Rimondi – Consigliere comunale Valsamoggia, ha confermato la scomparsa di Bazzano dalla carta geografica ed   ha raccontato  che  al referendum consultivo hanno vinto i contrari alla fusione ma Bazzano è stata, ciononostante, fusa! Nel nuovo comune i costi sono aumentati per tutti (comune e cittadini ).La burocrazia è lontana dai cittadini ed i sintomi da periferia in abbandono, a Bazzano  si cominciano a sentire. Ha poi citato i dati della Regione, del Ministero e della Corte dei Conti da cui emerge che le fusioni costano e che non bastano i contributi statali, messi a disposizione nei primi anni dopo la fusione, per coprire nemmeno i costi vivi di questa. Ha raccontato che lui aveva approvato lo studio di fattibilità e che non si era accorto di essersi infilato in una pista da bob col traguardo obbligato. Mentre  si aspettavano  gli esiti dello studio, i fusionisti si attrezzavano per far passare il sì alla fusione nei referendum (anche se con esiti dubbi). Approva perciò la proposta di comitati bipartisan per il NO alla fusione che,  a suo giudizio, vanno messi in campo subito.

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Gianni Manzini – Capogruppo di minoranza Marano.  Ho espresso molti dubbi sulla fusione   ed anche  critiche   sui tempi superveloci con cui si è sviluppata l’operazione. Ha reso pubblici i dati  in suo possesso, dai quali  è emerso   che, tra le tante proposte,  quella più probabile  sembra essere quella di Vignola con Marano.  Ha precisato che il referendum è consultivo e non vincolante.

Tra gli interventi del pubblico il Consigliere di Savignano Tedeschi  ha fatto notare che siamo ricchi di dati uffciali ( Regione Ministero ed altri), pertanto non si spiega la necessità di uno studio di fattibilità: si sa già che i nostri comuni sono tutti nella fas cia di quelli  che presentano il miglior rapporto costi/benefici e ha sottolineato , sempre dati alla mano, che i costi della fusione sono alti e  non  sono  tutti coperti  dai contributi statali.

Significativo l’intervento del Sindaco Emilia Muratori che ha testualmente dichiarato” Se la proposta si riducesse all’unificazione Marano e Vignola, noi non saremmo d’accordo” Ha poi ribadito che lo studio non rappresenta una strada a senso unico e ha dichiarato  l’interesse  del  Comune ad utilizzare lo studio come opportunità per  migliorare l’Unione .

Stefano Lugli  – Segretario regionale PRC che presiedeva la riunione,   ha ringraziato i partecipanti ed ha dichiarato che ritiene  positiva  l’idea di promuovere i comitati bipartisan per il No alla fusione.

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