Vigili urbani: Cucù l’ Unione Terre di Castelli non c’è più !!!

utc dueOttobre 2015  sarà il mese in cui  l’Unione, così  come l’avevamo conosciuta,  è implosa. L’Unione, dopo la tribolata  vicenda dei vigili urbani, è politicamente morta.   Potranno provare a “tenerla in vita” come si fa col nonno morto, che si tiene in frigorifero per portarsi a casa la sua pensione. Il nonno comunque non c’è più. Lucidità politica richiederebbe una rapida presa d’atto di questa situazione.

Il   problema lo ha posto Vignola, affrontando il tema del  Corpo di Polizia municipale . E per avere quanto ha chiesto, Vignola sembra disposta a far “saltare il banco”, ovvero ad uscire dal Corpo unico: ora o domani.

Tutti capiscono che, se Vignola decide di far saltare il banco,  è un bel problema. Vignola è il centro dell’Unione. E’ il comune che ha 4 propri dirigenti  a part time con l’Unione (Segretario, Affari Generali, Ragioneria e Urbanistica). E’ il  comune in cui l’Unione ha la propria sede, come anche la PM.

utc tre

Nel passato l’applicazione delle geometrie variabili nelle funzioni dell’Unione è stata una scelta obbligata  (Savignano fuori dalla     PM e dal Poesia festival; Guiglia fuori dal Tecnopolo e dal Polo della sicurezza; Savignano      fuori dallo IAT; Vignola e Savignano che costituiscono un nucleo di ufficio tributi; etc.)

Ma oggi è un terremoto. E dopo un terremoto tutto è da ricostruire. E un terremoto azzera anche tutto il resto.

Come si può costruire un Polo sulla sicurezza (una sede moderna e sicura per i Vigili del fuoco, la Protezione civile e la Polizia municipale) oggi, in questi condizioni di incertezza?

Come si può continuare con il progetto di Fusione dei comuni quando, come Unione, salta  il progetto del Corpo Unico di PM?

Come si può pensare di riflettere sulla Fusione dei comuni  mentre tutto crolla?

Oggi l’emergenza è un’altra. Oggi l’emergenza è l’Unione e le ragioni per cui si deve  stare assieme.

Quello che è mancato in questo anno è una chiara riflessione politica tra gli 8 comuni per ridefinire gli obiettivi, le ragioni  e le regole per stare assieme.

Costantini ed altri   hanno  voluto lanciare il progetto della Fusione senza  nemmeno accorgersi che tutto stava crollando.

Oggi la nostra proposta è questa: “azzeramento” dello studio di fattibilità sulla fusione e sua trasformazione in studio sull’Unione, rinunciando ai finanziamenti della Regione ed a Nomisma .

Avvio di una discussione politica, chiara e ampia, senza reti e pregiudizi, nei Consigli comunali e dell’Unione, nei partiti e tra i cittadini,  sul ruolo e sulla funzione dell’Unione stessa.

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