Cosa succede nel PD?

crisi pdCosa succede nel PD? Iscritti al lumicino. Volontari desaparecido. Soldi zero, se non nelle casse delle fondazioni personali di Renzi. Si è vissuto   uno scontro  epocale tra Staino e Cuperlo. Talmente epocale che Staino non esita ad uccidere Bobo, il suo mitico personaggio ,all’altare di Renzi. Gli elettori scioperano.

Lasciano  il PD non solo “vecchi gufi” provenienti dai DS : Fassina, Cofferati ed altri. Si candidano ad uscire l’ulivista Monaco, prodiano, fondatore dell’Asinello  che propone la separazione consensuale  per creare due partiti che si alleano e si candida ad entrare nella sinistra. In un’intervista sul Fatto quotidiano, la Bindi dice “che se Renzi non riapre un dialogo all’interno del partito, sarà inevitabile che a sinistra di questo Pd nasca una forza di governo, non residuale.  Non possiamo continuare a essere così schiacciati su proposte di centrodestra, dal lavoro alla scuola, dalla sanità al fisco”.

Sulla riforma del Senato: “Si cercano accordicchi – dice la Bindi – ma saggezza vorrebbe che anche Forza Italia fosse interessata a un accordo alla luce del sole. I cambiamenti che chiediamo sono voluti da tutte le opposizioni”.  Chiarisce la senatrice – se Renzi continua su questa strada c’è uno spazio enorme a sinistra. Sono meno convinta che un nuovo soggetto a sinistra possa poi allearsi con il partito della nazione di Renzi“.

La Bindi su Napolitano : ”  dovrebbe evitare di schierarsi “. La senatrice prosegue “Non può e non deve più supplire alla politica e deve portare più rispetto alla fatica del Pd, a tutti i partiti, al presidente del Senato Pietro Grasso e all’attuale capo dello Stato Sergio Mattarella”.

“Stanno male”  ulivisti convinti e prodiani impenitenti dentro questo PD  ed un prodiano per eccellenza, Civati, assieme ad altri,  ha già preso il volo.

Con uno sguardo analitico e razionale dobbiamo riconoscere che la nascita del PD ha provocato la caduta del governo Prodi e con  la mancata elezione, grazie ai 101 , alla presidenza di Prodi ( non amato da Renzi) ,il PD  ha certificato la sua distanza dalla straordinaria stagione ulivista.

veltroni santo

Il PD ha ucciso l’Ulivo e creato una amalgama di partito  né carne né pesce. Alla lunga, senza la mossa del cavallo, questa situazione è destinata a scoppiare e ciò comunque sarebbe un peccato.

Inaspettata, però, è l’esplosione di una questione morale imbarazzante. Roma Capitale, Mose, Expò, troppo spesso  sui giornali compaiono notizie che riferiscono di esponenti del PD indagati. Questo fa male, molto male per chi aveva costruito la sua adesione politica sulla diversità morale del PD. “”Diverso de che?” Fa parte della medesima questione morale anche  questo modo di fare, che vede questi giovinotti della politica, cloni di Renzi , dire e disdire e mentire spesso senza alcuna vergogna, ( Tocca poi perciò subirsi questa tragica ed ironica caricatura!)

 

gazzella

A settembre nella discussione su senato elettivo ( Una questione di fedeltà allo spirito Costituzionale) o meno , l’ardua sentenza. Siamo ad un bivio ed il destino non è nelle mani della base del PD e neppure del Circolo di Spilamberto, speriamo in un colpo d’ala del segretario nazionale . Il boccino lo ha in mano lui !!!

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Una risposta a Cosa succede nel PD?

  1. Dimer ha detto:

    Entrare nel merito dei problemi del PD richiederebbe tempo, molta saggezza ed altro ancora. Certamente è imbarazzante che l’ex presidente Napolitano continui ad essere così “presenzialista”, dato che per sua richiesta ha lasciato il Quirinale e prassi vorrebbe che almeno per qualche tempo lasciasse emergere un presidente già di per sé assai “discreto” come l’attuale. Ci sarebbe poi da dire sulla scelta del 2011 quando, fra l’altro, si disse che andare a elezioni sarebbe stato uno “sfracello”. Non sono così pretenzioso da “sparare certezze”, ma la Spagna andò ad elezioni e non mi sembra che abbia fatto male.
    E’ comunque imbarazzante essere arrivati al livello che il solo fatto di fare una “riforma” qualifichi questa come positiva e che chi critica è di per sé un “gufo” e via di questo passo.
    Quanto all’Italicum si rischia di pregiudicare l’equilibrio, già assai precario, fra esecutivo e legislativo, fra poteri centrali ed autonomie locali, nonché il ruolo di garante dell’unità nazionale e di custode della Costituzione in carico al P.d.R.

    A proposito del dibattito: ma davvero c’è nel PD? Perché quando la Serracchiani afferma che si può pure discutere di più, ma poi…. lascia trapelare che la discussione è stata spesso un “proforma”.
    Insomma: da dove è uscita la riforma della scuola, ad esempio. Da un Congresso? Dalla Direzione PD? Dai gruppi parlamentari?
    Sulla sinistra serve una bella discussione, perché di persone che non votano più ce ne sono tante, ma non è detto che ci votino solo perché mettiamo l’etichetta “sinistra”.

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