Bals’amico: il nuovo progetto danneggia l’aceto balsamico tadizionale

botteLa linea editoriale del nostro blog consiste nel raccogliere tutte le notizie che riguardano Spilamberto, quelle comode e quelle scomode. Anche quelle che fanno pensare. La portata dell’argomento proposto dalla Presidente della Lista dei responsabili: il destino dell’aceto balsamico tradizionale merita attenzione.  Ovviamente se ci sono pareri contrari siamo disposti a pubblicarli.Buona Lettura. CS

Quest’anno, nel “rivoluzionare” la Fiera, il Sindaco Costantini ha aperto le porte della Rocca all’aceto balsamico IGP, affiancato per la prima volta a quello tradizionale. La novità arriva col progetto Bals’amico, così chiamato a suggellare la pace tra i due prodotti. È vero, come dichiara il Sindaco, che tra l’aceto tradizionale DOP e quello industriale IGP c’è stato “astio dovuto a mala-informazione nel consumatore”, ma questo non ha penalizzato entrambi, come osserva Costantini, ma solo l’aceto tradizionale che non ha mai trovato spazio sul mercato, mentre l’aceto industriale ha scalato le classifiche fino a diventare la quarta IGP dell’Emilia Romagna, per un fatturato di 700 milioni di euro all’anno con una produzione di 98 milioni di litri.
Che bisogno ha un prodotto che viaggia su queste cifre di essere inserito in una manifestazione locale da sempre riservata all’aceto tradizionale?
Dai dati pubblicati dal Consorzio di tutela dell’IGP risulta anche che il termine balsamico in Italia chiama alla mente di 9 consumatori su 10 proprio l’aceto Balsamico di Modena IGP. Ed è ancora per mala-informazione se in pochi, anche tra gli stessi spilambertesi, conoscono la differenza tra DOP e IGP. Nel nome, l’unica voce che distingue i due prodotti è “tradizionale”, ma leggendo i disciplinari di produzione ci si rende conto dell’abisso che esiste tra i due aceti. L’unico ingrediente di quello tradizionale è il mosto di vitigni coltivati nella sola provincia di Modena, mentre per l’IGP possono essere usate anche uve d’importazione e le uniche fasi che devono avere luogo nella zona geografica di origine (Modena e Reggio) sono l’assemblaggio delle materie prime (di cui solo il 20% di mosto), l’elaborazione e l’affinamento. Anche l’imbottigliamento può essere fatto all’estero ed è consentita l’aggiunta di caramello fino al 2% del volume. Ma la differenza maggiore risiede nel tempo di maturazione, 12 o 25 anni per il DOP, 60 giorni per l’IGP che può fregiarsi della dicitura “invecchiato” dopo appena tre anni di invecchiamento.
Che cosa ha spinto l’Amministrazione comunale ad investire 81.000 euro nel progetto Bals’amico per promuovere assieme al tradizionale un aceto da pochi euro che ha già conquistato il mondo? Non sarebbe stato meglio investire nella sola promozione dell’Aceto Balsamico Tradizionale che giace invenduto nelle bottigliette di Giugiaro? L’impressione è quella di un “soccorso politico” nei confronti del prodotto industriale, oggi a rischio di contraffazione (non temuta certo dall’aceto tradizionale), oltre al dichiarato interesse per i guadagni milionari sui quali si sono posati gli occhi del futuro della Rocca Rangoni e della sua riqualificazione in “scuola dell’aceto balsamico”. Sì, ma quale?
La confusione regna sovrana, il gemellaggio fra i due aceti rischia di ridurre l’aceto DOP sempre più a una mera vetrina per la vendita dell’IGP; creare un unico Consorzio mettendo in atto quanto auspicato durante il progetto Bals’amico, significherebbe mettere in regola la confusione, ponendo ancora una volta l’immagine del balsamico tradizionale al servizio dell’aceto IGP e della giungla di prodotti “balsamici” cresciuti all’ombra del DOP, ma che con il DOP non hanno nulla in comune.
Manca ancora la chiarezza necessaria a conferire il giusto valore ad un prodotto più unico che raro, quello che ormai viene fatto solo per passione con il rischio che in futuro, in mancanza di guadagno, questa importante eccellenza, unica vera depositaria di cultura, esperienza e tradizione, vada irrimediabilmente perduta.

Paola Forghieri
Presidente Lista civica “Spilamberto Libera e Responsabile”

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