Analisi della delibera “Galeotta” che propone la fusione dei comuni dell’ Unione Terre di Castelli

Bufala La delibera 39 del Consiglio dell’Unione , (uno degli atti più significativi del nostro territorio )  ( Vedi albo 203 – 15cu039), lascia quantomeno perplessi.

Infatti in premessa si scrive:

In ogni caso è evidente che il percorso dell’Unione non è ancora ultimato, che è necessario esplorare le potenzialità della gestione unitaria di nuovi servizi, e riflettere se lo strumento che stiamo utilizzando sia idoneo o non sia piuttosto opportuno percorrere la strada della fusione per il raggiungimenti degli obiettivi che stiamo assumendo “

Sembra la caricatura di Veltroni fatta da Crozza. “è vero ma anche no!”

Il testo  dell’ art 2 della  Deliberazione del Consiglio dell’Unione n 39 recita:

Il progetto di riorganizzazione istituzionale dovrà esaminare l’ipotesi di fusione tra i comuni di  Castelnuovo Rangone, Castelvetro di Modena, Guiglia, Marano sul Panaro, Savignano sul Panaro, Spilamberto, Vignola, Zocca e il comune di Montese, attraverso la formazione di uno o più comuni.

L’Unione  “ Terre di Castelli” si obbliga a predisporre atti di competenza per accedere ai finanziamenti regionali. A tale fine essa avanzerà richiesta di un contributo della spesa ammissibile.

Inoltre l’Unione si obbliga a conferire l’incarico per la predisposizione del progetto ed a verificare il corretto espletamento dello stesso.

L’unione coordinerà i lavori progettuali facendo da supporto e tramite tra le amministrazioni comunali e l’incaricato.

Il progetto di riorganizzazione istituzionale dovrà almeno contenere:

  • L’individuazione delle modalità organizzative per la fusione dei servizi pubblici locali che sarebbero esercitati nel comune o nei comuni unificati, con l’indicazione dei potenziali effetti ( Vantaggi/svantaggi) derivanti dalla fusione;
  • La predisposizione di schemi degli atti fondamentali ( atto costitutivo, statuto, regolamenti) del comune unificato,
  • La proposta dell’assetto organizzativo del comune unificato, con particolare riguardo alla destinazione e all’utilizzo del personale comunale dipendente.
  • L’individuazione di modalità di coinvolgimento dei cittadini attraverso forme di audit pubblici;
  • Approfondimento delle posizioni di tutti gli attori sociali, economici e politici del territorio
  • Analisi del rendimento istituzionale dell’Unione sulla bse di indicatori economici e di percezione;
  • Predisposizione di un report sintetico sui principali indicatori comparativi ( Sinossi dei costi reali dei servizi,peso delle politiche reali, ecc.) tra tutti i comuni;
  • Predisposizione di scenari di sviluppo del modello di governance del territorio anche alla luce delle novità legislative o disciplinari che dovessero sopravvenire, anche in relazione al ruolo degli Enti intermedi; gli scenari dovranno essere intellegibili in termini di: ruolo dell’Unione, schemi di aggregazione tra i comuni, strategie di sviluppo;
  • Comparazione tra gli scenari di riorganizzazione territoriale e potenziamento dell’attuale Unione “
  • bufale 3

 Al netto della premessa dove prevale la spinta fusionista, la lettura attenta e giuridica per quanto difficile dell’art 2 ( che è il cuore del dispositivo) non lascia scampo. Chi si è infilato in quel tunnel ha un percorso obbligato: quello di accettare  un progetto operativo per andare  alla ridefinizione dell’attuale assetto: “ Uno o più comuni …” Se uno si infila il un Bob dopo scivola e deve arrivare al traguardo! Si è accettata  una conclusione senza avere  un mandato politico chiaro, trasparente e pubblico.

La delibera non sembra perfetta, forse,  ha qualche salto logico e potrebbe essere passibile anche di contestazione giuridica. L’estensore ha sommato gli obblighi classici del piano di fattibilità con la necessità di dire qualcosa dell’Unione,  utilizzata come foglia di fico per coprire la scelta del Comune Unico. Foglia di fico che ricorda il celebre #enricostaisereno.

Il mandato dell’art 2 per la ricerca è talmente esteso, che, se non è una finzione, un anno, per arrivare a conclusioni fondate, non può bastare e se servono altri soldi, chi li metterà?

Quella delibera avvia  uno studio operativo (di fattibilità) per fare “uno o più comuni nella Terra di Castelli”. In politica la forma è sostanza. Il Blitz, però, non è piaciuto a molti, anche in ambienti del PD che, infatti, si sono affrettati a dichiarare “IL PD non ha ancora deciso”. Ci sono state anche delle lamentele, nel pre consiglio dell’Unione dei componenti del PD, il documento politico allegato alla delibera di Castelnuovo ( vedi Castelnuovo allegato fusione)  è la dimostrazione anche elegante di un punto di vista differente  e due amministrazioni comunali ; Savignano e Guiglia , leggendo bene la deliberazione, non l’hanno accettata. (Vedi)

bufale due

Piccolo giallo, grande devastazione della fiducia reciproca !

Mentre qui si andava stretti e di corsa, facendo un Blitz, durato solo 12 giorni, , una manina aveva precedentemente  avvertito la regione che nell’Unione Terre di Castelli  si era già avviato un processo di fusione- Lo testimonia il portale della Regione Emilia Romagna che ha pubblicato tale notizia. Dove si è presa questa decisone? Ci sono Luoghi paralleli nell’Unione che decidono? Si fa presente che l’ultima modifica  è avvenuta come segue: (mdash;   <span>ultima modifica</span> 02/04/2015</span>). Come si legge  il blitz era evitabile!

Il portale della regione che si occupa delle fusioni, essendo un organo pubblico, per inserire la notizia dell’avvio della fusione, deve necessariamente aver avuto una comunicazione ufficiale, in questo caso dovrebbe esserci un protocollo di uscita ( UTC)  ed un protocollo d’entrata (Regione Emilia Romagna),  che testimonia l’esistenza di questa lettera. Sarebbe un atto di lealtà e trasparenza chiedere al Presidente dell’Unione od al Presidente della Regione ( essendo un atto ufficiale) che questa comunicazione venga resa pubblica, anche per sapere chi l’ha firmata e per sapere da chi ha avuto il mandato a fare una comunicazione alla Regione  che si sarebbe dovuto fare dopo il 27 di Giugno?

Questo non è un dettaglio, perché servirebbe ricostruire un minimo di fiducia collettiva tra gli attori di questa vicenda.

ER.fusioni

La stranezza un poco stramba

Intuiamo dalla lettura della Gazzetta del 28 giugno, dove si riporta la notizia della decisione del consiglio dell’Unione del 27 giugno,che la  società di studio (Nomisma) era già stata scelta. Chi, tra i soggetti istituzionali ( Giunta, Consiglio , altro)   era informato di questa scelta? Chi no? Perché tenerla segreta?

Scheda 2   fusioni.er

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