La cattiva scuola è stata approvata, un grazie ai 25 dissidenti del PD che hanno scelto la Costituzione alla disciplina di partito

sciopero del 5Non ce la siamo sentita di votare la buona scuola. Fino alla fine abbiamo chiesto un cambiamento del testo almeno su punti essenziali: criteri giusti per la stabilizzazione dei docenti precari, limiti alla chiamata diretta da parte dei presidi, rispetto della Costituzione sul primato della scuola pubblica.

Restiamo convinti che non si possa fare alcun serio provvedimento sulla scuola ‘contro’ il mondo che nella scuola vive, studia, insegna, lavora. Avevamo sperato che il confronto con insegnanti, studenti, famiglie e sindacati si potesse riaprire. Del resto lo stesso premier aveva annunciato per l’inizio di luglio una giornata di ascolto. Anche così è cresciuta l’incomunicabilità, e questo è un problema prima di tutto per il PD.

 Ognuno di noi sa che esprimersi in dissenso dal gruppo è faticoso. Lo facciamo con rammarico e con rispetto verso la maggioranza delle colleghe e dei colleghi. Ma lo facciamo anche per ascoltare quel movimento vasto che in questi mesi si è formato e che vuole il bene della scuola pubblica italiana.

 Gianni Cuperlo, Tea Albini, Ilena Argentin, Angelo Capodicasa, Eleonora Cimbro, Marco Carra, Gianni Farina, Paolo Fontanelli, Filippo Fossati, Carlo Galli, Maria Iacono, Francesco Laforgia, Barbara Pollastrini, Alessandra Terrosi

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