La politica travolta dalla questione morale

roma romaLa politica è caduta in basso, oltre ogni ragionevole immaginazione. La questione morale la sta travolgendo, o meglio l’ha già travolta. Noi di Cittadinanza Attiva sappiamo che il nostro compito di impegno civico è quello di rigenerala in fretta prima che si avveleni tutto. Letta, dimettendosi dal parlamento  ha affermato che il PD ha un problema: la questione morale. Il PD è travolto da scandali ed atti di corruzione dalle Alpi alle Piramidi. Dobbiamo amaramente prenderne atto, non può accampare alcuna diversità morale rispetto ad altre forze politiche.  Atti tali che ci fanno dire che occorre prendere decisioni radicali, tra cui riservare le primarie solo agli iscritti certificati al PD e proibire fondazioni ed associazioni collaterali  e personali che hanno permesso ad esempio di raccogliere non per il PD ma per sé 4 milioni ( quattro) di Euro. Stiamo parlando di Renzi che li ha poi utilizzati per scalare il PD. Quello che segue è una sintesi di un articolo apparso sul Fatto Quotidiano del 11/6/2015 Buona Lettura CS

 

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  Per partecipare alla cena con Renzi “ho versato 15mila euro al Pd e 5mila alla Leopolda”. Così dice Salvatore Buzzi cooperatore  della 28 giugno di Roma. Dalle carte dell’inchiesta Mafia Capitale 2 emerge una nuova verità sulla presenza di Buzzi alla serata di raccolta fondi del Partito democratico organizzata dal segretario Matteo Renzi la sera del 7 novembre 2014 al Salone delle Tre Fontane di Roma: il ras della cooperativa 29 Giugno non ha versato solamente 10mila euro come era emerso lo scorso dicembre dalla prima ondata di arresti nella Capitale. Non solo: oltre ai soldi al Pd spunta un nuovo versamento da 5mila euro effettuato alle casse della Fondazione Open. Nel pomeriggio del 6 novembre Guarany telefona a Buzzi dicendogli di chiedere i dettagli della serata a Lionello Cosentino, ultimo segretario del Pd di Roma, commissariato da Matteo Orfini lo scorso dicembre. “Orario della cena e come ci sediamo?”. Buzzi esegue e comunica anche i nomi dei presenti: “Io, Guarany, Nanni (l’allora direttore generale di Ama, la municipalizzataromana per l’ambiente, Giovanni Fiscon, ndr)”. Tutti e tre ora sono in carcere ma quella serata andò benissimo tanto che i tre continuarono a parlarne nei giorni successivi. La mattina dell’8 novembre alle ore 11.14 Buzzi svela a Fiscon di aver fatto due versamenti diversi per poter partecipare alla cena: 15 mila euro al partito e 5 mila a Renzi per la Leopolda.

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Quando nel dicembre 2014 dalle carte dell’inchiesta Mafia Capitale emerse che Buzzi aveva versato 10 mila euro al Pd, il tesoriere del partito Francesco Bonifazi si era impegnato a rendere trasparenti i versamenti ricevuti alle due cene di raccolta fondi organizzate a Milano e Roma. Dopo una settimana di insistenze da parte della stampa e di richieste di informazioni, Bonifazi comunicò che la sera del 7 novembre con l’evento nella Capitale il Pd aveva registrato 840 adesioni, 441 bonifici per un incasso complessivo di 770.300 euro per poi fare marcia indietro sull’annunciato elenco dei benefattori: “Ferma restando l’intenzione del partito di dare massima trasparenza alla cena di finanziamento esistono ostacoli oggettivi legati alla normativa sulla privacy e sulla divulgazione dei dati”. Ora, a distanza di sei mesi e con altri 44 arresti che hanno coinvolto l’intero Pd capitolino e fatto emergere persino una richiesta di soldi diretta a Buzzi per pagare gli stipendi del partito da parte del tesoriere cittadino, Carlo Cotticelli, la necessità di trasparenza appare ancora maggiore. La legge sulla privacy a tutela di quanti finanziano movimenti e fondazioni politiche è spesso usata come paravento per coprire i benefattori come ha detto lo stesso Renzi nelle settimane successive allo scandalo promettendo un intervento legislativo per attuare una reale trasparenza. Il premier, del resto, conosce bene la materia considerato che dal 2007 a oggi ha avuto due associazioni (Noi Link e Festina Lenta) e due fondazioni (Big Bang e Open) attraverso le quali ha raccolto circa quattro milioni di euro e dei quali solamente si conosce la provenienza di appena il 40%. Anche Buzzi se ne fa vanto. Lo dice ai pm. “Noi non abbiamo mai finanziato illegalmente la politica, ma tutto legalmente: Rutelli, Veltroni, Alemanno, Marino, Zingaretti, Badaloni, Marrazzo, tutti praticamente, anche Renzi: tutti contributi dichiarati in bilancio”.

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