Comune unico: Le osservazioni di SEL… ( 3)

comuni alfaPubblichiamo il comunicato stampa di SEL sull’Unione Terre dei Castelli  ed alleghiamo un importante studio del Ministero degli interni che può essere utile per approfondire la tematica

SEL Unione Terre di Castelli non è pregiudizialmente contro la fusione di Comuni, anzi è un tema sul quale è giusto confrontarsi, ma è inaccettabile che lo si affronti esclusivamente in virtù dei finanziamenti statali /regionali o della possibilità di uscire dal patto di stabilità.

Secondo il nostro punto di vista è limitativo, ragionare esclusivamente sull’aspetto finanziario e non per esempio, di efficienza ed efficacia nell’ottica della continuità e qualità dell’erogazione dei servizi e di impatto sulla democrazia e sulla partecipazione, cioè di quello che interessa sostanzialmente i cittadini.

E’ su questi temi che vorremmo vedere un confronto serio, sereno e lungimirante, dato che questo accorpamento ed i suoi effetti che si protrarranno nei decenni a venire, perché quando finiranno i finanziamenti, rimarranno solo i problemi e le delusioni in caso di disservizi.

Sentiamo vociferare di ipotetici risparmi derivanti dall’accorpamento degli uffici. comune  betaBenvengano questi, ma non vorremmo scoprire poi che questi “risparmi”, vadano poi ad essere, più o meno palesemente, scaricati sulle tasche dei cittadini, in termini di maggiori costi, come per esempio i costi che i cittadini si dovranno accollare come quelli degli spostamenti e conseguenti perdite di tempo, per andare in un capoluogo più distante, per  l’utilizzo dei servizi erogati.

Pensiamo all’anziano che attualmente nel proprio Comune ci va a piedi. E dopo?

Si contabilizzano a tavolino i risparmi degli stipendi di Sindaci, Assessori e Segretari, ma si dimentica che la riduzione dei Consiglieri (che non ricevono stipendio) sarebbero una grande perdita di pluralità e partecipazione dal basso.

 Sul fronte dei “conti” vogliamo segnalare uno studio pubblicato a febbraio 2015 sul sito del Ministero degli Interni sul quale si vedono chiaramente esposti i vantaggi derivati dall’accorpamento dei Comuni al di sotto dei 5.000 abitanti, mentre si evidenzia chiaramente che la migliore efficienza si ha nei comuni tra i 10.000-20.000, efficienza che va poi a perdersi, superando i 50.000 abitanti.

comunissimoLeggiamo che nel bilancio dell’Unione è previsto l’accantonamento di un fondo (senza nessun preventivo certo dei costi finali e viste le esperienze di altri accorpamenti, si parla comunque di decine di migliaia di €uro) per uno studio di fusione, prima ancora di aver dichiarato quali sono i Comuni coinvolti in questo processo. Nell’Unione sono solo due i Comuni sotto i 5.000 abitanti, mentre l’intera Unione conta 70.000 abitanti.

A queste considerazioni vanno aggiunti anche ragioni storiche e geografiche, che troppo spesso vengono scambiate per mero campanilismo. Il senso di appartenenza alla comunità, che si è consolidato nei secoli, insieme alla disponibilità ad organizzare eventi, a promuovere il volontariato e la solidarietà locale.

 E questo ha un valore incalcolabile e che va semmai alimentato e non disperso.

E’ su questi aspetti che si fonda la nostra perplessità, soprattutto nel metodo adottato.

 SEL Unione Terre di Castelli, altresì ribadisce la propria disponibilità ad affrontare insieme seriamente e pubblicamente, l’argomento fusione.

Importante: studio Ministero su fusioni

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