A Spilamberto i Cavatori non sono uguali di fronte alle tasse

alluivioni 4Riprendiamo da Modena Today del 3 aprile 2015 un articolo sulle tasse dei cavatori, ben fatto: le sottolineature sono nostre. Lascia l’amaro in bocca  leggere che per paura di perdere 4 mila euro di un ricorso si rinuncia, a prescindere all’applicazione dell’IMU sulle cave che potrebbe dare entrate per stima di quasi 230 mila euro all’anno.

Non convincono le posizione dell’assessore Nardini ( assessore all’ambiente) che difende in  modo poco consequenziale il presunto diritto dei cavatori ad essere esentati dal pagamento dell’IMU..  Erano tuonate, da parte del Sindaco,  parole fortissime verso i cavatori e le loro devastazioni, durante le elezioni  ci sembra che alle parole non siano corrisposti i fatti. Buona lettura CS

Niente IMU sulle cave, il Comune di Spilamberto esenta i cavatori

alluvioniNon passa la mozione presentata dalle opposizioni, che chiedeva la tassa anche per i poli estrattivi di ghiaia. Per l’Assessore Nardini è più vantaggioso puntare sulla compensazione del danno ambientale, piuttosto che sulla tassazione

Bocciata la proposta presentata in Consiglio comunale dal Movimento 5 Stelle e dal Gruppo Uniti per la Sinistra di Spilamberto e San Vito, che avrebbe avviato il percorso dell’imposizione Imu sulle aree di cava. I cavatori resteranno esentati dalla tassa per volere della Giunta comunale e della maggioranza PD in Consiglio.

“Siamo in un momento di crisi, abbiamo chiesto qualcosa ai cittadini, chiediamolo a tutti”. Così il consigliere Tondelli del M5S apre la discussione sulla mozione sostenuta dai colleghi Anderlini e Spadini. Ai cittadini che pagano l’Imu su qualsiasi terreno o fabbricato, compresi i capannoni in disuso per via della crisi, va ricordato che la potenzialità di volume d’affari del Polo 8 di Spilamberto, in base alle quantità stabilite nel PIAE, è di oltre 20 milioni di euro su base decennale, una media di 2 milioni annui.

alluvioni dueIl timore dell’Assessore Nardini è quello di incorrere nei ricorsi al Tar da parte dei cavatori, un’eventualità costata a Savignano 4.000 euro di spese legali. Un’inezia di fronte a quelle sostenute dal nostro Comune per i ricorsi al Tar intrapresi dai proprietari dei terreni espropriati per la strada dei cavatori, la Via Macchioni. Ricorsi che sono costati al Comune – per nulla intimorito in questo caso – oltre 50.000 euro, facendo lievitare il costo degli espropri dai 100.000 euro previsti nell’accordo con i cavatori, a 300.000 euro, senza contare i contenziosi ancora in atto. Questa Amministrazione ha paura di spendere 4.000 euro quando ne ha sperperati 50.000 per la strada dei cavatori.

Lanciato in difesa della categoria ( dei cavatori nd blog), l’assessore Nardini ha elencato gli oneri a carico delle ditte di escavazione: “Ad oggi i cavatori pagano già gli oneri di escavazione (0,75 euro a mc estratto, con ricavi di 20 euro a mc, ndr), oltre all’Imu sugli immobili e fanno le opere compensative del danno ambientale”. Secondo Nardini è più vantaggioso puntare sulla “compensazione di un danno che il territorio subisce a livello ambientale ed è giusto che i cittadini vengano ricompensati”, mentre imporre la tassazione “potrebbe essere, anche se estremamente corretto, non opportuno o rischioso nel non cogliere delle opportunità per l’interesse pubblico. Il rischio – continua Nardini – è che poi il cavatore vada a trattare un valore del danno e quindi dell’opera compensativa più basso, cioè che scorpori l’applicazione della tassa”.

alluvioni treIn definitiva l’Amministrazione sarebbe costretta a scegliere tra opere compensative adeguate al danno o fare pagare le tasse ai cavatori. “Non vedo la correlazione – afferma il consigliere Tondelli del M5S – tra la tassazione e le opere compensative. Queste sono infatti dovute dai cavatori per contratto stipulato in sede di autorizzazione a scavare, come stabilisce la Legge Regionale 7/2004 e la normativa sulla mitigazione del danno ambientale.

Spilamberto

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