Spilamberto,il bilancio del comune e l’emendamento fatale

bilancio forseLa discussione sul primo bilancio del Nostro Sindaco, ha  registrato  una situazione  inusuale.  La lista  di Costantini  si è spaccata in tre. Le ragioni della spaccatura riguardano un emendamento fortemente simbolico: (Vedi ) (Vedi anche) la progressività della aliquota comunale IRPEF. Una parte dei componenti la lista (quattro)  si è astenuta: il Sindaco, gli assessori Munari, Francioso, Mandrioli, una parte (tre) ha votato contro: la Capogruppo di maggioranza Mercati, l’assessore Nardini e Morselli, una parte (quattro) ha proposto il fatale emendamento: Villa, Tallarico, Mazzi e Castagnini.

L’emendamento è passato con anche i voti di Spadini ( Uniti a Sinistra), Anderlini e Tondelli ( M5s). Spilamberto, grazie ai “partigiani” della Costituzione, ha conservato l’aliquota progressiva.

bilancio forse 2 L’aliquota controversa.

L’epilogo della vicenda dell’aliquota, unica o progressiva  vede  la responsabilità del Sindaco , per  non aver voluto ascoltare i sindacati, sia la Cgil che la pur moderata Cisl, che erano contrari. Che ci fosse una forte corrente d’opinione ostile all’aliquota unica, ne abbiamo avuto sentore pure noi del blog, misurando i click  dei post  che parlavano della vicenda. Non si è voluto fare .

 Bilancio partecipato … con chi?

Il bilancio partecipato ( ricordiamo le azioni dell’assessore Zanni nella passata consigliatura e il bellissimo lavoro sul  BILANCIO DI RESTITUZIONE 2012), pur presente nei proclami della campagna elettorale del  Nostro,  oggi non è di casa nella giunta Costantini e questi sono i risultati politici. Governare e non comandare significa ricordarsi che si fa il Sindaco per conto terzi (i cittadini) e pro tempore e delle volte il Sindaco sembra scordarsene. Quindi è bene che si attrezzi per evitare di ritrovarsi  nuovamente nella medesima situazione.

 Il bilancio non utile per Spilamberto.

Bilancio mesto e  non  utile agli spilambertesi. Il Sindaco si bulla,  in un comunicato bilancio forse 7stampa tartufesco,  dei tagli di 200.00 euro, ma resta l’aumento delle tasse per foraggiare anche il suo staff personale . Nel bilancio non c’è traccia di  tassazione ai cavatori, che non pagano un euro di IMU.

Risuonano ora sarcastiche  (ma a suo tempo  roboanti) le parole contro i cavatori che il Nostro utilizzò con abbondanza  in campagna elettorale. Nulla, nulla si propone  sulla lotta all’evasione, mentre  il comune di Formigine, per esempio,  ha incassato in un anno  migliaia di euro.

Apolitica, politica politicista… apocalittica.

Ad inizio consigliatura  il Nostro vantava di aver fatto una giunta di cittadini distanti dalla politica,  ignorava che la teoria che “amministrare un paese è come amministrare un condominio” era di un tal Giannini (il fondatore dell’Uomo Qualunque, nell’immediato dopoguerra). No sindaco, anche in un condomino si fanno scelte, semmai di micro politica, ma si fanno. Decidere di adottare l’aliquota progressiva significa stare con la Costituzione, scegliere l’aliquota unica significa adottare la visione  della Thatcher e di  Reagan. Le due visioni,  per quanto entrambe rispettabili,  non si tengono.

bilancio 8 forseIl vero limite della giunta Costantini è questo: non fa politica ma politicismo confuso, fingendo di essere un’altra cosa dalla politica. Il Nostro deve perciò  mettersi nell’ordine d’idea di iniziare con umiltà a fare una buona politica per il suo paese!

 L’assessore al Bilancio Pesci ha fatto flop.

La lettura della  Relazione assessore Pesci al bilancio di previsione 2015 ,assessore vignolese  voluta a tutti i costi dal Sindaco  (e presentata come esperta di bilancio e  di Bandi Europei) è davvero più che scarsa.

Basta confrontarla con analoghe  relazioni di altri comuni (  Relazione_consuntivo_2013 formigine , relazione 2014 vignola, ) o con quelle  della passata giunta (relazione bilancio 2013.)

C’è una scarna ed elementare traduzione narrativa dei conti, più simile al compitino di uno studente del primo anno di ragioneria, che all’analisi di un’amministratrice pubblica; non viene spiegato il perché di nessuna scelta.  Non c’è nessun ragionamento sul contesto del paese, nessuna valutazione, ma  nemmeno nessun racconto dell’esistente.

Lei, in quanto titolare del settore Bilancio, è la principale responsabile: nulla bilancio forse cinqueha fatto per ascoltare una cittadinanza che probabilmente sente molto lontana da sé.

Così come la sua presenza in Comune,  a noi pare molto rarefatta e sinceramente non saremmo in grado di capire cosa ha combinato in questo anno per Spilamberto.  Il bilancio è stato il suo biglietto da visita ed ha fatto flop.

Forse farebbe bene a mettersi il cuore in mano e tirarne le conseguenze: è umano non riuscire in tutto.

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