Spilamberto: indennità di Sindaco e Assessori. Due piccioni con una fava.

10561685_548556431916372_6102669132730903928_nindennità della Giunta. Quando si dice “prendere due piccioni con una fava”

Il sindaco nello scorso mese di luglio, con un comunicato stampa   ha raccontato ai giornali che lui stesso e i membri di Giunta avevano deciso di tagliarsi le indennità del 10% per finanziare  le attività della scuola locale.

Abbiamo ritrovato questa settimana, sempre sui giornali (il Nostro vi imperversa, perché sa che esiste solo ciò che appare, non ciò che si fa veramente) la stessa affermazione insieme ad altre che illustrano il Bilancio del Comune, discusso nei giorni scorsi.  Allora, incuriositi, abbiamo voluto saperne di più.

Se andate sul sito del Comune di Spilamberto e leggete la delibera del 25 giugno in cui si fissano le indennità  degli Amministratori  salta agli occhi una cosa sorprendente,  ben diversa rispetto alla “generosa scelta” degli assessori.

Dice infatti la delibera “Ritenuto opportuno attenersi, in via prudenziale……al parere della Corte dei Conti sezioni Riunite, applicando quindi la riduzione del 10% alle indennità di funzione degli amministratori ed ai gettoni di presenza dei consiglieri comunali”.

In sostanza quindi, sindaco e assessori hanno ridotto del 10% le indennità, in via prudenziale, cioè per evitare che somme indebitamente percepite, vengano richieste successivamente. Non c’è nessun richiamo ad una volontaria rinuncia a una  parte del proprio compenso, ma l’adeguamento ad una pronuncia della Corte dei Conti.  Si è utilizzato  un taglio preventivo a tutela degli amministratori,  per venderlo come decisione politica. Una mossa davvero astuta e molto politicista.

Ma, a proposito di costi della politica e di generosità della politica, la delibera stessa riporta che dei cinque membri della Giunta  (tutti hanno continuato a svolgere i rispettivi lavori e nessuno è andato in aspettativa) i due liberi professionisti, l’architetto Mandrioli e l’avvocato Francioso, percepiscono l’indennità per intero.  E’ vero che la legge prevede che l’indennità sia dimezzata soltanto ai lavoratori dipendenti, che non hanno scelto l’aspettativa prevista per legge (e non per esempio ad imprenditori, pensionati, liberi professionisti) e che quindi la scelta di Mandrioli e Francioso è perfettamente legale ma, negli anni della “generazione mille euro”, della crisi  feroce, della fame di lavoro, ci pare che due affermati professionisti, che dedicano un tempo dimezzato alle cure di Giunta, dovendo seguire i propri studi professionali, avrebbero fatto un bel gesto a dimezzare la propria indennità e magari a devolverla alla scuola.

Questa sì che sarebbe stata una scelta, e generosa.

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